ISEE 2026
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Chi è già beneficiario di prestazioni legate al valore Isee deve presentarlo in tempi brevi per confermare di avere i requisiti: in particolare le famiglie che ricevono Adi o SFL devono fare l'Isee entro fine gennaio e per chi riceve l’Assegno Unico entro fine febbraio per confermare l’importo con le maggiorazioni spettanti.
Ma quali sono i documenti necessari per la compilazione dell'ISEE 2026?
DOCUMENTI DICHIARANTE
☐ Codice Fiscale e Documento d'identità del dichiarante
☐ Codice Fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare ed eventualmente del coniuge non residente del figlio a carico non convivente (solo se il figlio non è coniugato o se non ha figli)
☐ Contratto di affitto registrato in caso di residenza in locazione al momento della sottoscrizione della DSU
REDDITI
Per le DSU presentate nel 2026 il reddito di riferimento è quello del 2024
☐ Modello 730 e/o Modello Redditi 2025 e per i dipendenti/pensionati Modelli CU 2025, riferiti ai redditi del 2024
☐ Certificazioni relative a redditi esenti da imposta o assoggettati a imposta sostitutiva o ritenuta a titolo di imposta
☐ Altra documentazione attestante compensi, indennità, trattamenti previdenziali e assistenziali, redditi esenti ai fini IRPEF, redditi prodotti all'estero, borse e/o assegni di studio, assegni di mantenimento per coniuge e figli, compensi erogati per prestazioni sportive dilettantistiche, somme percepite da enti musicali, filodrammatiche e similari, ecc.
☐ Dichiarazione IRAP per imprenditori agricoli
☐ Sentenza di separazione o divorzio con l’indicazione dell’eventuale assegno di mantenimento per i figli
☐ Per i residenti in Trentino è obbligatorio dichiarare tutte le indennità Provinciali percepite (Assegno Regionale, Redditi di Garanzia, Assegno per le famiglie numerose, indennità reddituali collegate all'ICEF)
PATRIMONIO
MOBILIARE E IMMOBILIARE al 31/12/2024
☐ Documentazione attestante il valore del patrimonio mobiliare: depositi bancari e/o postali, libretti di deposito, titoli di Stato, obbligazioni, azioni, BOT, CCT, buoni fruttiferi, fondi di investimento, forme assicurative di risparmio e qualsiasi altra forma di gestione del patrimonio mobiliare, anche detenuto all'estero
☐ Tipologia (esempio: conto, conto deposito, deposito vincolato ecc.) e numero identificativo del rapporto patrimoniale, codice fiscale dell'istituto bancario o società di gestione del patrimonio, data di apertura ed eventualmente di chiusura dei rapporti patrimoniali
☐ Saldo e giacenza media annua riferita a depositi bancari e/o postali (estratti conto trimestrali e/o mensili)
☐ Per lavoratori autonomi e società: patrimonio netto risultante dall'ultimo bilancio presentato ovvero somma delle rimanenze finali e dei beni ammortizzabili al netto degli ammortamenti
☐ Certificati catastali, atti notarili di compravendita, successioni e/o altra documentazione sul patrimonio immobiliare, anche se detenuto all'estero (fabbricati, terreni agricoli, aree edificabili). Valore IVIE degli immobili detenuti all'estero
☐ Atto notarile di donazione di immobili (solo per le richieste di prestazioni sociosanitarie residenziali)
☐ Certificazione della quota capitale residua dei mutui stipulati per l'acquisto e/o la costruzione degli immobili di proprietà
☐ Certificazione inerente altra attività finanziaria posseduta al 31/12/2024
AUTOVEICOLI E IMBARCAZIONI
di proprietà alla data di presentazione della DSU
☐ Targa o estremi di registrazione al P.R.A. e/o al R.I.D. di autoveicoli e motoveicoli di cilindrata pari o superiore a 500 cc, di navi e imbarcazioni da diporto
IN CASO DI PRESENZA DI DISABILITA'
☐ Certificazione della disabilità (denominazione dell'ente che ha rilasciato la certificazione, numero del documento e data del rilascio) ed eventuali spese pagate per il ricovero in strutture residenziali (nell'anno precedente la presentazione della DSU) e/o per l'assistenza personale (detratte/dedotte nella dichiarazione dei redditi del secondo anno precedente a quello di presentazione della DSU)
ATTENZIONE!
Per l’ISEE 2026 l’anno di riferimento per il patrimonio è lo stesso che per i redditi: il 2024
Nel caso in cui tutti i redditi prodotti nell’anno 2024 siano stati dichiarati nella dichiarazione dei redditi 2025 (redditi 2024) il dato potrà essere acquisito da INPS tramite l’Agenzia delle Entrate e utilizzato in fase di calcolo dell’Indicatore ISEE.
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Legge 104: cosa cambia davvero per i caregiver?
- Categoria: Previdenza
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A partire dal 1° gennaio 2026, entreranno in vigore le modifiche introdotte dalla legge 106/2025, che ampliano le tutele per i lavoratori con disabilità e per i familiari che li assistono.
Le novità relative alla Legge 104 sono principalmente contenute nella Legge n. 106 del 18 luglio 2025 (una legge italiana molto recente, al momento, le sue principali disposizioni operative scatteranno dal 1° gennaio 2026) che introduce nuove e specifiche tutele per i lavoratori affetti da gravi patologie e per i loro caregiver.
Cos'è la Legge 104 e a chi si rivolge
Prima di analizzare le novità, ricordiamo che la Legge 104/1992 è la normativa di riferimento per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone con disabilità.
Prevede una serie di agevolazioni, tra cui permessi retribuiti e congedi, sia per i lavoratori disabili in prima persona, sia per chi si prende cura di un familiare con handicap grave riconosciuto.
Possono beneficiarne tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, tra cui:
- Genitori di figli (anche adottivi) con disabilità grave.
- Coniuge, partner unito civilmente o convivente di fatto.
- Parenti o affini entro il terzo grado.
La Legge 106
È fondamentale capire che la Legge 106 non sostituisce la storica Legge 104, ma la integra e la rafforza, concentrandosi sulla tutela del posto di lavoro per il lavoratore fragile.
L'obiettivo primario della Legge 106 è tutelare la salute e la carriera dei dipendenti (pubblici e privati) che devono affrontare malattie croniche o oncologiche.
Le novità fanno parte di un pacchetto di misure di riforma volte a rafforzare le tutele e semplificare le procedure, con un focus sulla conciliazione tra vita lavorativa e di cura:
- Permessi aggiuntivi retribuiti per malattie specifiche: 10 ore aggiuntive annue di permesso retribuito (che si sommano ai 3 giorni mensili della L. 104) per lavoratori affetti da patologie oncologiche, invalidanti o croniche; dipendenti (pubblici o privati) che assistono un figlio minorenne con malattie oncologiche, invalidanti o croniche (anche rare), purché l'invalidità sia pari o superiore al 74%.
Queste ore sono destinate specificamente a visite, esami, analisi e terapie mediche frequenti.
- Diritto prioritario allo Smart Working: al termine del congedo straordinario (fino a due anni), il lavoratore avrà un diritto prioritario allo smart working (lavoro agile), se l'attività lo consente. Questo è pensato per favorire il rientro in servizio e la conciliazione con le esigenze di assistenza. A differenza dei permessi L. 104, questo congedo è generalmente senza retribuzione e non matura ferie, tredicesima o TFR, rappresentando una tutela per la conservazione del posto.
- Semplificazione burocratica per il riconoscimento: viene snellita la procedura di certificazione; per accedere a permessi e congedi, in molti casi, sarà sufficiente un certificato medico introduttivo rilasciato dal medico curante o specialista, trasmesso telematicamente. L'obiettivo è centralizzare e uniformare la valutazione.
- Tutela per i Lavoratori Autonomi e Partite Iva: sono previste (o in fase di definizione) misure che estendono le tutele e i benefici della L. 104 anche ai lavoratori autonomi e ai titolari di Partita IVA, categorie storicamente meno coperte dalle agevolazioni lavorative. Le modalità specifiche e il finanziamento di queste misure stanno entrando a regime dal 2026.
Alcune novità sulla Legge 104 sono già certe perché approvate e pubblicate in Gazzetta Ufficiale con la Legge 106/2025.
Altre misure entreranno in vigore dal 1° gennaio 2026.
Restano invece proposte o bozze quelle contenute nella Legge di Bilancio 2026, che devono ancora completare l’iter parlamentare.
Rivalutazione pensioni 2026: cosa cambia e perché non basta
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𝗖𝗼𝘀’𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝘃𝗮𝗹𝘂𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲?
La rivalutazione è un adeguamento tecnico con cui ogni anno le pensioni vengono aggiornate in base all’inflazione, a seconda dei dati forniti allo Stato dall’Istat.
A partire dal 1° gennaio 2026, le pensioni subiranno 𝘂𝗻 𝗶𝗻𝗰𝗿𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗿𝗼𝘃𝘃𝗶𝘀𝗼𝗿𝗶𝗼 dell'1,4%, salvo conguaglio che verrà effettuato l'anno successivo.
𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮 𝗶𝗹 𝗺𝗲𝗰𝗰𝗮𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼?
La rivalutazione è riconosciuta in misura piena, pari al 100% dell’inflazione, per le pensioni di importo fino a 4 volte il trattamento minimo INPS (603,4 euro il valore 2025, nel 2026 il valore sarà 611,85 euro mensili).
IN MODO PIU’ CHIARO:
• 100% dell’inflazione per le pensioni di importo fino a 4 volte il minimo (1,4%);
• 90% dell’inflazione per le pensioni di importo compreso tra 4 e 5 volte il minimo (1,26%);
• 75% dell’inflazione per le pensioni di importo compreso oltre 5 volte il minimo (1,05%)
𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗻𝗼𝗻 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮?
La rivalutazione è un meccanismo tecnico stabilito per legge.
Per tanti pensionati, soprattutto per chi vive con assegni bassi, questo incremento resta un segnale troppo debole: pochi euro in più al mese che non riescono a compensare l’aumento reale del costo della vita, tra bollette, spesa, farmaci e servizi sempre più cari.
𝗡𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗺𝗮𝘁𝗲𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮, 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝗴𝗻𝗶𝘁𝗮̀.
È per questo che come FNP CISL stiamo pressando il Governo perché si apra subito un confronto permanente sulle pensioni.
Serve una riforma vera, strutturale, che non si limiti a inseguire l’inflazione con piccoli ritocchi, ma che costruisca risposte complete e di qualità per tutti: per chi ha pensioni basse, per chi ha lavorato una vita con carriere discontinue, per chi oggi rischia di scivolare nella povertà pur avendo fatto il proprio dovere.
La nostra battaglia continua perché nessuno debba sentirsi invisibile dopo una vita di lavoro.
Pensione di gennaio 2026, le informazioni utili
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