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Contrattazione sociale ad Olgiate Comasco: essere al fianco di chi ha più bisogno
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Termine presentazione Modello Redditi Persone fisiche
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Il 30/11/2022 si è chiuso il termine ordinario di presentazione del modello Redditi Persone Fisiche 2022 (anno imposta 2021).
Il CAF Cisl ricorda che sarà possibile, fino al 28/02/2023 presentare una dichiarazione dei Redditi tardiva, sempre per l’anno d’imposta 2021, pagando una sanzione fissa di € 25 per il ritardo di presentazione oltre che le eventuale imposte a debito (maggiorate visto che il versamento avviene oltre il termine ordinario del 30/06/2022).
Qualora la dichiarazione dei redditi si chiude con un credito di Irpef, tale importo può essere alternativamente o richiesto a rimborso (rimborso che sarà erogato direttamente da Agenzia Entrate) oppure lasciato in compensazione per anno imposta successivo (ad esempio per essere recuperato direttamente sul 730/2023 anno imposta 2022).
Cos'è la pensione di reversibilità?
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Per provare a spiegare cosa sia la pensione di reversibilità abbiamo contattato la FNP CISL dei Laghi e ce lo siamo fatto spiegare, a partire dal provare a capire quando maturi: “la pensione di reversibilità, o pensione ai superstiti, spetta ai familiari di un lavoratore o pensionato deceduto, iscritto in una delle gestioni previdenziali Inps. Si ha diritto alla pensione di reversibilità se il soggetto, al momento del decesso, si trovava in una delle seguenti condizioni: era titolare di una pensione diretta, aveva 15 anni di contributi accreditati in tutta la vita lavorativa o aveva 5 anni di contributi accreditati, di cui 3 nell’ultimo quinquennio. Se non risultano maturati i requisiti necessari per ottenere questo tipo di pensione, in presenza di specifiche condizioni è possibile ottenere una indennità una tantum”.
Ma a chi spetta? “La pensione di reversibilità può spettare a coniuge e figli minori (se maggiorenni, devono essere studenti o inabili), uniti civilmente, equiparati al coniuge, nipoti minorenni o maggiorenni inabili a carico dei nonni, genitori, in assenza di coniuge e figli aventi diritto, fratelli o sorelle inabili al lavoro, non titolari di pensione, a carico del lavoratore o del pensionato deceduto, in assenza di genitori”.
Chi ha diritto ad eventuali ratei maturati e non riscossi? “Il coniuge superstite, cui vengono liquidati d'ufficio. In caso di beneficiari diversi (come figli e nipoti) è invece necessario fare richiesta all'INPS, indicando tutti gli eredi”.
Come si calcola? “Sulla base di una percentuale della pensione già liquidata o che sarebbe spettata al lavoratore, in relazione al rapporto di parentela con la persona deceduta: al coniuge spetta il 60%; al figlio unico superstite, minore, studente o inabile spetta il 70%; a ciascun figlio, se ne ha diritto anche il coniuge, spetta il 20%; a ciascun figlio, se il coniuge non ne ha diritto, spetta il 40%; a genitori o fratelli e sorelle, spetta il 15% per ciascuno”.
Quando viene pagata? “A partire dal 1° giorno del mese successivo al decesso del lavoratore o del pensionato. Per ulteriori informazioni, per ricevere assistenza o presentare la domanda, rivolgiti alla sede Inas Cisl più vicina, che è possibile trovare collegandosi al sito https://www.inas.it/trova-sede/”.
Campagna fiscale 2023: il CAF CISL cerca operatori!
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Come si calcola la pensione?
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Per effettuare il calcolo della pensione si applicano sistemi di calcolo differenti in base alla categoria a cui il lavoratore appartiene, alla gestione previdenziale a cui è iscritto, al numero di contributi e all’arco temporale in cui sono stati versati.
Per capire meglio come funzioni il calcolo della pensione ci siamo rivolti all'INAS CISL: “I sistemi per il calcolo della pensione sono retributivo, contributivo e misto. Il sistema retributivo è legato alla media delle retribuzioni, quello contributivo si fonda sui contributi effettivamente versati, mentre quello misto prevede una combinazione dei vari sistemi”.
Come si applicano i sistemi di calcolo della pensione? “Sulla base di quanti contributi sono stati maturati entro il 31 dicembre 1995. Con almeno 18 anni di contributi, la pensione viene calcolata con il sistema misto, cioè retributivo per i contributi maturati fino al 31 dicembre 2011 e contributivo per il periodo successivo. Con meno di 18 anni di contributi, la pensione viene calcolata con il sistema misto, cioè retributivo per l’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1995 e contributivo per il periodo successivo. Con meno di 18 anni di contributi, la pensione viene calcolata con il sistema contributivo, se il lavoratore che lo sceglie è in possesso di 15 anni di contributi in tutta la vita lavorativa, di cui 5 versati dopo il 1995. Con nessun contributo al 31 dicembre 1995, la pensione viene calcolata con il sistema contributivo, che si basa esclusivamente sui contributi versati durante tutta la vita lavorativa”.
Come fare per determinare l’importo della pensione e per scegliere il momento giusto per lasciare il lavoro? “Occorrono valutazioni approfondite e complesse. Per non sbagliare è meglio chiedere aiuto agli specialisti del patronato Inas Cisl. Per ulteriori informazioni e per ricevere assistenza, ci si può rivolgere alla sede Inas Cisl più vicina, che è possibile trovare collegandosi al sito https://www.inas.it/trova-sede/”.
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