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Riscatti pensionistici: cosa sono, quali periodi si possono riscattare e quanto costano

Il riscatto contributivo è uno degli strumenti che permette di valorizzare, ai fini pensionistici, determinati periodi della propria vita che risultano privi di copertura previdenziale.

La normativa consente infatti agli iscritti alle forme previdenziali obbligatorie gestite dall'INPS – e, in determinate situazioni, ai loro superstiti – di versare a proprio carico i contributi relativi a particolari periodi riconosciuti e tutelati dalla legge.

La contribuzione riscattata può essere utile sia per raggiungere prima i requisiti per la pensione, sia per incrementare l'importo dell'assegno pensionistico.

Quali periodi possono essere riscattati?

Le possibilità previste sono diverse. Tra le più conosciute c'è il riscatto dei titoli di studio, che può riguardare, tra gli altri, diplomi universitari, diplomi di laurea, titoli accademici, specializzazioni e dottorati di ricerca.

Possono rientrare anche alcuni titoli rilasciati dagli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale, i diplomi ITS Academy e, a determinate condizioni, le lauree conseguite all'estero. È possibile riscattare esclusivamente gli anni corrispondenti alla durata legale del corso e non gli eventuali anni fuori corso.

Ma il riscatto non riguarda soltanto gli anni di studio. La normativa contempla, a determinate condizioni, anche periodi di congedo o sospensione dal lavoro, periodi legati alla maternità e al congedo parentale, periodi di part-time verticale o ciclico e alcune situazioni nelle quali siano stati omessi contributi ormai prescritti.

Sono inoltre previste specifiche possibilità per il servizio civile, per alcune collaborazioni coordinate e continuative precedenti al 1° aprile 1996, per periodi di lavoro svolti in Paesi esteri non convenzionati con l'Italia e per altre particolari situazioni individuate dalla normativa previdenziale.

Quanto costa riscattare un periodo?

Il costo non è uguale per tutti. La modalità di calcolo dipende anche dal periodo nel quale si collocano gli anni da riscattare: in linea generale, per i periodi precedenti al 31 dicembre 1995 si fa riferimento al sistema retributivo, mentre dal 1° gennaio 1996 si applica il sistema contributivo.

Per i titoli di studio esiste inoltre il cosiddetto riscatto agevolato. Nel 2026 il costo indicato è di 6.207 euro per ogni anno riscattato, indipendentemente dalla retribuzione percepita, nei casi e alle condizioni previste dalla normativa.

Per gli inoccupati, cioè per coloro che non hanno mai lavorato, l'importo del riscatto è determinato sulla base dello stesso contributo fisso di 6.207 euro per ogni anno del corso di studi riscattato. L'importo verrà successivamente trasferito nel fondo previdenziale obbligatorio quando l'interessato inizierà a lavorare.

Come si paga il riscatto?

Il pagamento può essere effettuato in un'unica soluzione oppure in forma rateale. In linea generale sono previste fino a 60 rate mensili, anche se il numero può variare in relazione alla cifra da versare e al fondo previdenziale di iscrizione.

Per il riscatto della laurea, invece, la rateizzazione può arrivare fino a 120 rate mensili senza applicazione di interessi. Lo stesso numero massimo di rate è previsto per il riscatto del servizio civile volontario.

L'importo versato per il riscatto è inoltre interamente deducibile dal reddito complessivo dell'interessato oppure detraibile nella misura del 19% nel caso in cui quest'ultimo sia fiscalmente a carico di un familiare.

Quali effetti ha il riscatto sulla pensione?

I contributi riscattati sono utili a tutti gli effetti per maturare il diritto alla pensione e incrementarne l'importo.

Se i periodi riscattati si collocano prima del 1996, l'operazione può inoltre modificare le regole di calcolo della pensione – ad esempio determinando il passaggio dal sistema contributivo a quello misto – e, in alcuni casi, anche le regole di accesso alla prestazione.

La somma dovuta può essere versata anche solo in parte. In caso di versamento parziale viene riconosciuto e accreditato un periodo di copertura contributiva proporzionale all'importo effettivamente versato. Successivamente è possibile presentare una nuova domanda per riscattare il periodo restante.

Come presentare la domanda

Le domande di riscatto devono essere presentate online attraverso il sito dell'INPS.

Poiché costi e benefici possono cambiare sensibilmente in base alla storia contributiva di ciascuno, è importante valutare attentamente la propria posizione prima di procedere.

Per ricevere informazioni, verificare la propria situazione previdenziale e ottenere assistenza nella compilazione della domanda è possibile rivolgersi agli sportelli FNP CISL presenti sul territorio o prenotare un appuntamento presso gli uffici del Patronato INAS CISL.


Per approfondire

Tutte le informazioni sulle tipologie di riscatto, sulla determinazione dell'onere, sulle modalità di pagamento e sugli effetti ai fini pensionistici sono contenute nel numero 6/2026 de “Il Corriere della Previdenza”, a cura di Massimo Sarzi Sartori.

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