
Con il 2026 entrano in vigore alcune importanti novità in materia previdenziale, che riguardano l’adeguamento degli importi delle pensioni al costo della vita, le modifiche agli scaglioni IRPEF e i requisiti per l’accesso alla pensione.
Di seguito una sintesi dei principali cambiamenti illustrati ne Il Corriere della Previdenza n. 1/2026, a cura di Massimo Sarzi Sartori.
Perequazione delle pensioni: aumento dell’1,4%
Per il 2026 è previsto un adeguamento delle pensioni e delle prestazioni assistenziali pari all’1,4%, in linea con l’aumento del costo della vita.
L’incremento riguarda anche prestazioni come assegno sociale, pensioni e assegni per invalidi civili, ciechi e sordomuti.
L’importo mensile della pensione minima passa così da 603,40 euro a 611,85 euro.
La percentuale piena di aumento spetta ai trattamenti fino a quattro volte il minimo; oltre questa soglia la rivalutazione viene riconosciuta in misura ridotta, secondo scaglioni progressivi.
A titolo di esempio:
- pensione lorda di 1.000 euro → aumento di circa 14 euro mensili;
- pensione lorda di 2.500 euro → aumento di circa 35 euro mensili;
- pensione lorda di 3.500 euro → aumento di circa 46 euro mensili.
Ulteriore incremento per le pensioni minime
Anche per il 2026 è confermato un aumento temporaneo aggiuntivo per le pensioni di importo pari o inferiore al trattamento minimo.
L’incremento previsto è dell’1,3%, che porta l’importo massimo mensile fino a 619,80 euro.
Inoltre, la Legge di Bilancio introduce un aumento di 20 euro al mese della maggiorazione sociale, con conseguente innalzamento dei limiti di reddito per poterne beneficiare. La misura riguarda pensionati e cittadini in condizioni di disagio economico a partire dai 70 anni (con possibilità di anticipo in alcuni casi).
Riduzione degli scaglioni IRPEF
Dal 2026 cambia anche la tassazione IRPEF.
L’aliquota intermedia scende dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro annui.
Il beneficio fiscale è progressivo e può arrivare, secondo le stime governative, fino a 440 euro annui per chi percepisce redditi pari o superiori a 50.000 euro.
Nulla cambia, invece, per i pensionati con redditi inferiori a 28.000 euro annui.
Le nuove aliquote saranno applicate direttamente dall’INPS nei prossimi mesi.
Requisiti per andare in pensione: cosa cambia
Per quanto riguarda l’accesso alla pensione, nel 2026 non sono previste modifiche sostanziali:
- restano invariati i requisiti per la pensione di vecchiaia e per la pensione anticipata;
- viene prorogata fino al 31 dicembre 2026 l’APE Sociale, per chi ha almeno 63 anni e 5 mesi e i requisiti contributivi previsti.
Non vengono invece prorogate:
- Opzione Donna;
- la pensione anticipata flessibile (Quota 103).
Gli aumenti legati all’aspettativa di vita vengono rinviati e diluiti nel tempo, con modalità diverse per alcune categorie specifiche (forze dell’ordine, vigili del fuoco), mentre restano sospesi fino al 2028 per chi svolge lavori gravosi o usuranti.
È inoltre confermato l’incentivo alla prosecuzione dell’attività lavorativa per chi ha già maturato i requisiti per la pensione anticipata.
Informazioni e assistenza
Alla luce delle novità introdotte, la FNP CISL dei Laghi e il Patronato INAS CISL invitano pensionati e lavoratori interessati a rivolgersi alle sedi presenti sul territorio per ricevere informazioni personalizzate e assistenza qualificata.